La grande “arte” di fare la mamma: inizierei questo post con questa frase, perché se c’è una cosa che ho capito subito è che essere mamma è una vocazione. Ci si deve preparare per bene, non ci si può improvvisare “mamme” e una cosa che ho capito ancora meglio è che per quanto ci si prepari saremo sempre impreparate ad affrontare le mille nocità che ci propinano i nostri pargoli! Tutte (o quasi) lo possono diventare ma per fare questo “lavoro” al meglio occorre preparazione, sacrificio e senso dell’inaspettato, oltre che a una grossa dose di follia! L’imprevisto è sempre dietro l’angolo e ci sono cose che per quanto tu possa studiare (sui libri, nei blog, in consultorio) ti prenderanno sempre alla sprovvista…quindi amiche se state pianificando una gravidanza documentatevi bene prima ma sappiate che comunque per quanto possiate “allenarvi” ci sarà il vostro pargolo a sorprendervi ogni giorno con le sue inaspettate capriole di allegria,follia e “bambinezza”…! Detto questo, a me per l’allenamento sono stati utili dei libri che mi sono stati regalati dalla mia “amica/sister” nonché educatrice Montessoriana, Alessandra di MAIEPOIMAMMA ed in particolareLa comunicazione e il dialogo dei nove mesi. Guida all’ascolto attivo, al dialogo e alla comunicazione psicotattile con il bambino durante la gravidanza.

Un libro sul Bonding prenatale che a me è stato utilissimo per instaurare davvero un legame con mio figlio, ancor prima della sua nascita! Ho messo in pratica gli esercizi consigliati nel libro, che sono volti a promuovere la comunicazione tra madre e bambino sin dalle prime settimane di gestazione fino al momento del parto. Oltre a tenere in diario dove annotavo quasi quotidianamente ogni sensazione, o evento che mi stava capitando, ogni sera mi mettevo lì a leggere e a praticare gli esercizi consigliati nel libro e per me è significato scoprire un mondo che non conoscevo. Mi è servito per rilassarmi e praticare la respirazione. Non appena ho iniziato a sentire i primi movimenti del bambino dentro di me, mi ricordo benissimo che mi bastava chiamare il bambino con il nome che avevo già in mente per lui ed ecco che “risopondeva” con dei colpetti…ho pensato che parlare con lui sin dalle prime settimane avrebbe gettato le basi per la nostra comunicazione futura. Ora che Leonardo ha poco più di due anni e siamo in piena fase “terrible two”, a volte è davvero difficile gestirlo cerco di mettere in pratica i consigli di questo libro. A volte funziona, altre no ad ogni modo la comunicazione tra noi due è sempre molto forte e per quanto possibile “efficace”, e forse è proprio merito anche di questo libro.

Leggete mamme, leggete!

2 comments on “La comunicazione con il bambino durante i 9 mesi”

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *