I sensi di colpa delle madri. Come accettarli e superarli.

Inauguro questa categoria con un tema comune a molte mamme, se non a tutte, a quasi tutte: i sensi di colpa delle madri. E’ un argomento spinoso di cui non vorrei mai parlare ma il blog mi serve anche come valvola di sfogo e da sempre mettere nero su bianco mi aiuta a “buttare fuori” le paranoie, le ansie e le preoccupazioni che mi accompagnano da una vita e che si sono acuite da quando sono diventata mamma.

Secondo voi c’è un modo per uscirne??
L’altro giorno ne parlavo con Alessandra di Nascere e Crescere Montessori Psicologa dell’educazione specialista nello sviluppo dalla nascita alla prima infanzia e dell’infanzia e specialista in Educazione Montessori. Anche lei è bis-mamma e dice che il senso di colpa della madre nasce non appena sappiamo che diventeremo mamme…andiamo bene allora! Io credo che già nell’ovulo fecondato si formi il senso di colpa…è insito in noi, nel profondo.

Quando poi ne hai due di bimbi il senso di colpa si moltiplica…aspettavo Giulia e già pensavo a come avrebbe reagito Leo a tutto il trambusto…e facevo bene a preoccuparmi, vista la fatica che stiamo facendo con lui. Ma Mamme io ve lo dico, il porsi domande e dubbi secondo me è solo segno di intelligenza e vi pone sicuramente in un passo in avanti rispetto ad altri che nemmeno si fanno la domanda: la consapevolezza è tutto!

Alcuni dei più grandi sensi di colpa con i quali mi sono trovata e mi trovo tutt’ora a fare i conti sono:

  • Allattare o non allattare, questo è il problema. Non esiste la LEGGE in materia di allattamento, secondo me è una scelta del tutto soggettivo e non deve MAI essere criticata, da  nessuno. Invece ne sento di tutti i colori in merito: “non allatti? Come mai non hai latte? Guarda che tutte le mamme hanno latte” oppure “Ancora allatti? E basta, togli sta sisa che così si vizia, tanto ormai il tuo latte è solo acqua”!
    Avendo allattato il primo figlio per un anno e la seconda ha 13 mesi e la allatto ancora, appartengo alla seconda categoria delle giudicate. Direi in primis farsi sempre un bel pacchetto di cavolacci propri, accostarsi alla mamma sempre con molto tatto è il minimo che si possa fare. Ogni mamma sceglie ed è libera di farlo nel rispetto della salute psico fisica sua e del bambino, quindi ciò che decide la madre non solo è giusto ma è sacrosanto. I consigli devono rimanere tali e se la mamma chiede aiuto allora glielo offriamo altrimenti meglio tacere e portare piuttosto un bella teglia di lasagne quando la andiamo a trovare.
  • Lavorare. Il lavoro oggi serve, si sa e poi penso che una donna possa essere anche mamma, moglie e realizzarsi nella professione. La fatica è tripla ma ciascuna decide di ricominciare a lavorare quando se la sente senza doversi sentire in colpa per questo: conosco mamme che son rientrate al lavoro dopo 20 giorni dal parto o altre che dopo due anni ancora non se la sentono. Ogni tempo passato con il bambino è sacro e una mamma che lavora fuori tutto il giorno non deve sentirsi meno mamma di altre che sono a casa ad accudire i propri piccoli.
    L’importante secondo me è affidare il bambino ad una persona di cui ci si fidi ciecamente, quando si rientra la sera avremo una doppia dose di coccole e il tempo passato insieme sarà ancora più speciale! Impareremo presto che ciò che conta davvero non è la quantità del tempo ma la qualità.
  • Perdere la pazienza. Personalmente sono nella fase urla: urlo perché il grande è geloso della piccola e la spinge in continuazione, urlo perché la piccola strilla non appena il grande le si avvicina, urlo con mio marito perché a volte è difficile farsi capire al volo e come vorremmo essere capite. Insomma mi sono trasformata in una scimmia urlatrice…e ci sto malissimo dopo, ovviamente. E’ tutto così complicato, ma penso anche che siamo umani e che a volte le emozioni ci sovrastano e che non possiamo essere impeccabili e perfette 365 giorni all’anno 24 ore su 24. Se la pazienza scappa a volte, calmiamoci e riflettiamo un momento, usciamo un secondo fuori, a volte pure una passeggiata all’aria aperta di due minuti aiuta.

In questo post ho citato solo tre dei miei principali sensi di colpa, ma potrei continuare all’infinito.
E voi con cosa vi lambiccate di più il cervello? Quali sono i vostri metodi scaccia-sensi-di-colpa? Fatemelo sapere, sono tutta orecchie!

 

mammaadarte

Linda De Santis Mamma blogger, web content editor & web marketing specialist. Per anni mi sono occupata di comunicazione, web, arte ed eventi. Una laurea in storia dell'arte, appassionata di libri, di bambini e di Wordpress ho deciso di creare il mio piccolo mondo sul web, raccontando la mia esperienza di mamma e di "fashion, art & travel addicted"!

You may also like...

Popular Articles...

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *